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“Rappresentare” la storia della famiglia per risolvere i
conflitti interiori e vivere appieno il proprio destino: uno strumento
di consapevolezza.
"Si deve accettare la realtà per quello
che è, senza rammarico, senza desiderare che sia diversa. In
questo modo anche gli avvenimenti più terribili si trasformano
in pace e forza."
- Bert Hellinger
Cosa sono le Costellazioni familiari
Le Costellazioni familiari non hanno nulla a
che fare con le stelle o l’astrologia! Si tratta invece
di uno straordinario metodo per rivelare e risolvere le dinamiche
nascoste all’interno della propria famiglia attuale e di
quella d’origine, riscoprendo le radici stesse
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della vita: i nostri genitori, nonni e antenati
continuano a vivere in noi, e spesso ne riproponiamo inconsapevolmente
problemi, emozioni irrisolte, sensi di colpa e di esclusione
che crediamo essere nostri. Ormai molto conosciute nei paesi
di lingua tedesca dove si sono originate, le Costellazioni familiari
si stanno ora diffondendo anche in Italia e nel mondo. Le Costellazioni
sistemiche rappresentano invece l’applicazione dello strumento
delle costellazioni ad ambiti non familiari: in azienda, a scuola,
per le organizzazioni e i gruppi, per promuovere e sviluppare
la creatività.
Lo psicoterapeuta tedesco Bert Hellinger,
creatore del metodo, ha scoperto che all’interno di qualsiasi
sistema (una famiglia, un’azienda, una classe scolastica,
una squadra sportiva…) esistono i cosiddetti ordini dell’amore,
dinamiche nascoste che spesso provocano malattie, conflitti
e (co)dipendenze; la causa è spesso da ricercarsi in
un irretimento, per cui un individuo replica a sua insaputa
il destino di un nonno, uno zio o un altro membro familiare,
anche se non l’ha mai conosciuto. Il lavoro sistemico
consente di realizzare che scelte, emozioni, pensieri che crediamo
nostri sono spesso invece la risposta agli ordini dell’inconscio
o anima collettiva della famiglia.
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Il compito del costellatore è far
emergere queste dinamiche nascoste, così che il soggetto
riconosca la realtà per ciò che è. Ciò
consente di avere una visione a 360° del proprio contesto
familiare sia passato che attuale, liberando un enorme potere
di guarigione, dando pace, serenità e un senso a problemi
apparentemente non risolvibili |
Come funzionano le Costellazioni
familiari
Una sessione segue uno schema riassumibile nel
modo seguente: il soggetto porta un proprio tema o problema, ad
esempio il rapporto con la madre o col marito, la difficoltà
a salire su un aereo o a rapportarsi con gli altri, un blocco
o un’emozione apparentemente inspiegabili.
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Dopo un breve colloquio con l’operatore, teso
a individuare eventi familiari di particolare importanza che possono
avere un ruolo nell’animo del soggetto (ad esempio un incidente,
una separazione, l’allontanamento di un parente…), questi
invita il cliente a “mettere in scena” alcuni membri della
propria famiglia d’origine o di quella attuale, scegliendone i
rappresentanti tra i presenti (ad esempio una persona per se stesso,
una per la madre, uno per il padre). La scelta viene guidata dall’intuizione
e dalla consapevolezza corporea, più che dal ragionamento o dalle
somiglianze coi familiari che si vuole rappresentare. Il soggetto poi
si siede e assiste allo sviluppo dei movimenti dell’anima tra
i rappresentanti: da quel momento in avanti, essi hanno infatti accesso
alle emozioni e persino ai sintomi fisici delle persone che rappresentano.
Obbedendo alle forze che percepiscono, e che si rivelano essere quelle
dei “personaggi” interpretati, i rappresentanti si spostano
assumendo via via nuove posizioni sulla scena (i movimenti dell’anima,
appunto), e può accadere che abbiano anche qualcosa da dire,
oppure si sentano di cadere a terra, di non appartenere a quella famiglia
o “sistema”, e così via. Succede che i “rappresentanti”
provino sentimenti e dicano parole che erano propri delle persone rappresentate,
senza che ne sapessero nulla.
Il costellatore “decifra” la situazione e le dinamiche nascoste
che generano nella famiglia malattie, disarmonie e malessere (o le persone
che invece hanno avuto o hanno un’influenza positiva sul “protagonista”):
gli strumenti sono le posizioni assunte dai rappresentanti, le loro
sensazioni corporee, le emozioni, la percezione del campo cosciente
o morfico. L’operatore può cambiare la posizione dei “rappresentanti”
nello spazio, per aiutare la riconciliazione. Li rimette al loro giusto
posto: fa riavvicinare i genitori, i fratelli o i partner, o fa prendere
le distanze fra chi si sente in difficoltà con qualcun altro,
senza forzare ma con decisione e sensibilità, lasciandosi guidare
da ciò che man mano emerge. Fa pronunciare delle frasi semplici
e dirette che aiutano a ripristinare gli “ordini dell’amore”.
Il costellatore può far intervenire anche altre persone, per
esempio a rappresentare antenati, nonni, bisnonni, zii, così
come pure concetti astratti, archetipi, forme mentali o dell’inconscio
collettivo.
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La possibilità di assistere dall’esterno a quanto
accade ai rappresentanti, cioè alle dinamiche nascoste
della propria famiglia, si rivela un’occasione eccezionale
per il soggetto, che può così comprendere con
chiarezza problematiche e cause profonde che spesso si tramandano
di generazione in generazione, impedendogli/le di prendere liberamente
possesso del proprio destino: una vera e propria meditazione
tridimensionale. Questa possibilità è estremamente
preziosa, poiché quasi mai nella vita ci è dato
di vedere il nostro sistema-famiglia da una posizione neutrale
e che colga le dinamiche nel loro insieme; solitamente siamo
invece schiavi del nostro limitato punto di vista mentale, quasi
sempre contraddittorio. Spesso lo strumento della parola si
rivela inadeguato a comunicare l’intento che abbiamo nel
cuore, e continuiamo a vivere i nostri ‘film’ mentali
invece che essere in contatto con noi stessi e con gli altri:
pensiamo ad esempio che qualcuno ce l’abbia con noi, mentre
invece non è affatto così.
Il potenziale di guarigione e di aumento della consapevolezza
in seguito a una sola costellazione può essere grandissimo
e immediato, oppure dispiegarsi nelle settimane e nei mesi successivi,
anche fino a due anni dopo. Non è tanto l’operatore
a condurre la costellazione, ma il suo mettersi a disposizione
del sistema del cliente, dandogli così finalmente uno
spazio protetto in cui esprimere le sue parti più profonde.
Anche da semplici spettatori e senza mettere in scena la propria
famiglia, è possibile guarire da irretimenti e fare chiarezza
dentro di sé, poiché si è entrati a far
parte del campo
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energetico della famiglia o del sistema
rappresentato.
In realtà, ogni storia e ogni sistema hanno quasi sempre
qualcosa da insegnarci a livello profondo. Molto spesso, inoltre,
chi viene scelto a interpretare un determinato ruolo non viene
scelto a caso, ma in tal modo gli viene offerta un’opportunità
per vedere una parte di sé che non riesce o non vuole
vedere, dando magari inizio a un lungo processo di trasformazione
interiore.
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A cosa servono le Costellazioni familiari
lI metodo è rivolto principalmente a chi intende
risolvere problematiche legate alla propria storia familiare sia passata
che attuale. Viene utilizzato anche da medici, psicologi e psicoterapeuti
(nella terapia di coppia e in caso di traumi), educatori, assistenti
sociali (per bambini abbandonati, per le vittime di abusi e i loro aggressori),
a scuola (una classe è un sistema, coi suoi esclusi, i suoi grandi
e i suoi piccoli, chi gioca a fare il buono e chi il cattivo…)
e in azienda: anche istituzioni, classi e aziende hanno una loro “anima
di gruppo”, e spesso vi si riproducono dinamiche simili a quelle
familiari: ci si può comportare con i superiori come con i genitori,
coi bambini come con i figli, coi collaboratori come con i partner,
scambiare il capo col proprio padre…
Come sono nate le Costellazioni familiari
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Bert Hellinger è uno psicoterapeuta
tedesco che nella sua vita ha fatto moltissime cose. Il suo primo
influsso sono stati i genitori, e poi la partecipazione nel periodo
pre-bellico a un’organizzazione giovanile cattolica, che
lo fece classificare dalla Gestapo come “sospetto nemico
del popolo”. Catturato durante la guerra e detenuto in un
campo di prigionia degli alleati, divenne in seguito prete cattolico
e trascorse così 16 anni in Sudafrica come missionario
presso gli Zulu, dove diresse una scuola.
L’esperienza presso gli Zulu si rivelò in seguito
di enorme aiuto per lo sviluppo del suo metodo di lavoro, aiutandolo
a prendere coscienza della relatività di molti valori culturali
a secondo del contesto in cui ci si trova.
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Egli notò che molti rituali e pratiche tradizionali
zulu erano strutturalmente e funzionalmente simili alla Messa,
e ciò lo spinse a integrarli e a prendere maggiore consapevolezza
dell’interazione fra i gruppi e le culture umane, sottolineandone
gli elementi comuni. Si avvide, per dirla con parole sue, che
“il Sacro è ovunque”.
Dopo l’illuminante esperienza di partecipazione a un seminario
sulle dinamiche di gruppo (in cui uno dei formatori gli chiese:
“Cosa è più importante per te? I tuoi ideali
o le persone?”), decise di abbandonare la vita ecclesiastica
e tornò in Germania, dove iniziò gli studi psicoanalitici
e si sposò. La sua sete di una conoscenza da mettere
al servizio delle persone lo spinse a esplorare mondi sempre
nuovi.
Fu così che s’interessò e venne influenzato
da approcci psicoterapeutici come la Primal therapy di Arthur
Janov, la Gestalt, l’Analisi transazionale, la PNL, l’ipnosi
di Milton Erickson, la terapia familiare con R. McClendon e
L. Kadis, l’approccio dello psicoterapeuta Ivan Boszormenyi-Nagy
e quanto aveva appreso dagli Zulu (in particolare la fondamentale
necessità umana di essere in sintonia con la forze della
Natura). Dopo anni di studi e ricerche, insieme alla prima moglie
Herta, Hellinger prese a integrare quanto aveva appreso dai
diversi approcci, evidenziando in particolare il ripetersi di
determinate dinamiche in generazioni successive all’interno
di una famiglia e il bisogno di equilibrio nel dare e nel ricevere.
In realtà, Bert Hellinger non fece altro che integrare
ciò che aveva appreso dai vari approcci di lavoro, unendo
quindi il tutto nel metodo delle Costellazioni familiari o sistemiche.
Oggi, passati gli 80 anni, Hellinger è conosciuto in
tutto il mondo e tiene seminari in numerosi paesi. Il suo lavoro
è in costante sviluppo, sia da parte sua che dei numerosi
allievi e interpreti di questo vero e proprio flusso di cambiamento
di cui egli si è fatto interprete iniziale.
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